Opere esposte ai Piani Inferiori
Piano -1
La sala espone alcune delle suppellettili liturgiche necessarie per la celebrazione della messa, principalmente legate al ciclo dell’Eucarestia, come calici, patene e pissidi, destinati a contenere il pane e il vino che, tramite la consacrazione, diventano il corpo e il sangue del Redentore, di cui si celebra il sacrificio per la salvezza dell’umanità.

A questi oggetti si aggiungono gli scenografici ostensori per l’esposizione dell’ostia consacrata e altri manufatti liturgici, come i tabernacoli, i leggii, le cartegloria contenenti testi liturgici.
Il turibolo e la navicella erano destinati alla diffusione dell’incenso in particolari momenti della celebrazione.
Le oreficerie provengono per la maggior parte dalla parrocchiale di Chiusdino con apporti dalle chiese del territorio, come Frosini, Ciciano, Montalcinello e testimoniano della ricca produzione orafa che si sviluppò in ambito senese a partire dal Trecento e che produsse corredi come quelli qui esposti, databili dal Cinquecento a tutto l’Ottocento.”
Piano -2
Esposizione di pannelli informativi e di approfondimento su Chiusdino e il Territorio
Piano -3

La piccola sala raccoglie in un suggestivo allestimento una ricca serie di reliquiari, le suppellettili liturgiche nate per contenere i resti mortali di santi e martiri o degli oggetti a loro collegati. Come affermava San Tommaso d’Aquino le reliquie sono degne di venerazione in quanto “Dio stesso onora convenientemente tali reliquie, compiendo miracoli per mezzo di esse”. Sono qui illustrati i modelli e le tipologie di queste teche, databili tra il Seicento e l’Ottocento, dalle forme e materiali variati, dal contenitore “a tabella”, che espone molteplici medaglioni in vetro molato e cornice d’argento, ai reliquiari a obelisco, a quelli a fiala, alle urne decorate in esuberanti intagli barocchi, alla piccola scultura in legno dipinto.”
Sacello (Piano -3)

Il piccolo ambiente, concepito come un sacello, è dedicato a Frosini, castello del territorio di Chiusdino, cresciuto intorno all’importante castello già proprietà dei conti Della Gherardesca e poi passato alla Repubblica di Siena che lo sottomise all’Abbazia di San Galgano. L’ubicazione di Frosini era strategica in quanto di transito da Siena alle Colline Metallifere e alla Maremma. La famiglia Feroni aveva ricevuto in eredità il castello dal Cardinale Giuseppe Maria, abate commendatario dell’Abbazia di San Galgano che ne deteneva la proprietà. Nell’Ottocento la famiglia fece realizzare un intero corredo di suppellettili liturgiche per la celebrazione, che richiamano forme settecentesche ma sono evidentemente più tarde. L’interesse principale dei pezzi risiede nella completezza del corredo stesso, in metallo dorato e di raffinata fattura.